domenica 7 novembre 2010

Riflessione estemporanea su Fini

Fini ha fatto la furbata. Non ha "staccato la spina" al governo, parandosi così un po' la schiena nel caso andasse tutto male, e intanto ha posto le basi per accerchiare Berlusconi. In pratica gli ha detto: "O fai crollare tutto e rifai una maggioranza più allargata ai moderati 'per il bene del paese', o resti incollato alla poltrona e rischi di non farcela nonostante i potenti alleati come Lega Nord e/o gli inevitabili disertori da altri partiti".

Apprezzo molto la sua mossa, è perfettamente moderata come lui dichiara di essere - ma soprattutto è molto intelligente e subdola.

venerdì 29 ottobre 2010

Cronaca di un ORRORE






>hard drive read error, press ctrl+alt+del


>avvio windows modalità provvisoria
>nessun errore, controlli positivi


>reboot
>scandisk regolare
>verifica dati dei file (fase 4)...
>errore non specificato (codicewtfwtfwtfwtfwtf)


>reboot
>dischi non letti
>[illeggibile] hard disk error



>reboot and select proper boot device or insert boot media in selected boot device
>reboot and select proper boot device or insert boot media in selected boot device
>reboot and select proper boot device or insert boot media in selected boot device
>reboot and select proper boot device or insert boot media in selected boot device
>reboot and select proper boot device or insert boot media in selected boot device





Ovviamente, il negozio di pc apre lunedì.


lunedì 18 ottobre 2010

Occorre essere attenti

..ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario mi trovo
imbarazzato sorpreso ferito
per una irata
sensazione di peggioramento
di cui non so parlare né so fare domande...


E anche oggi, non si parla di cose serie ma di stronzate adolescenziali, del genere delle quali non si può fare a meno e che anzi ti tengono in vita, e che se non realizzate appieno ti devastano.
La canzone di oggi è Irata dei C.S.I..
"Linea Gotica" non è il mio album dei CSI preferito, ma ha delle piccole perle che mi rapiscono.
Forse perché in fondo queste strofe riflettono - molto in parte - il mio umore per questa settimana.

Ecco, ora potrei mettermi a scrivere chissà quante parolefrasiperiodiparagrafiinteripost, come fa una mia carissima amica... ma la verità è molto semplice nella sua incomprensibilità.
Oggi ho letto un post su un qualche sito di una tipa che parlava delle sue esperienze sessuali. E a me è venuto il solito magone.

Fine.

Oddio, "fine" un paio di coglioni. Semplicemente credo che sia successo questo. Poi, quello che frulla nella mia testa è ben diverso. Non so, come al solito mi sembra che questa situazione sia un circolo vizioso perché per essere risolta richiede delle condizioni che non ho mai realizzato/ottenuto/posseduto/vissuto.
A questo si aggiunge la mia irata sensazione di peggioramento, cioè che non stia migliorando una sega ma anzi peggiorando. Voglio dire, certe volte non mi soddisfa nemmeno quanto può fare un uomo da solo per soddisfare le proprie necessità ancestrali.
Credo di essermi spiegato.

Ieri sera camminando per le strade di piazza Duomo ho pensato che da un certo punto di vista le cose vanno bene: non avere più quella fissa per le ragazze è bene perché non averle più per la testa significa in pratica farsi meno paranoie e avere più tempo da dedicare a attività ben più costruttive, vedi studio e lavoro.
E a questo punto non dovrei fare altro che liberarmi dalle necessità della carne dopo quelle del cuore, e sarei a cavallo.
Tutto molto divertente, e forse davvero positivo, ma non realizzabile al momento: o così pare.

Stamattina in facoltà, dalla finestra, ho visto una ragazza abbracciata a un ragazzo. Lei era quasi accasciata, lui ritto in piedi, mani in tasca.
Posizione standard. La donna sottomessa al maschio. L'uomo ritto in piedi, che si guarda intorno, sicuro di sé - almeno quanto basta.

Poco dopo, a lezione, non ho seguito bene la lezione e anzi ho fatto diverse figure barbine non capendo cose che una volta capite erano stronzate.

Qualcosa nel mio cervello sta iniziando a malfunzionare.

sabato 16 ottobre 2010

Dopo le cose serie, è ora di fare gli emo



Parlando con un'amica (che non ho capito se accetta che la linki o no in home) mi sono reso conto che di recente sto scrivendo troppi post seri. E' l'ora di tornare a fare piagnistei, lamentazioni e muri di testo sulla mia condizione inumana o sulle mie sfighe o sulla condizione generale dell'Uomo.

Però non ho tanta voglia di scrivere. Eppure in questo momento non è che mi senta benissimo. Mi sento un po' solo, forse. E' una sensazione forse nuova., diversa dal solito "sentirsi-senza-una-compagna", "bisognoso-di-carezze", "bisognoso-di-sesso", è una cosa un po' diversa.

Forse dopo un'altra corrente di impeto di desiderio, mi sto rassegnano di nuovo. Non lo so, però mi è venuta in mente questa immagine, trovata chissà dove.



Non è che la pensi così, però inizia forse a avanzare il dubbio.

P.S.: L'abbondanza di forse e dubbio in questo post è forse (e dàlli) un indizio del significato di questa situazione: cioè che non ci sto capendo un cazzo.

venerdì 1 ottobre 2010

Dalla CCCP alla CSI



Anni Ottanta. Settanta. Un tempo indefinito nella nostra anima.
Il sogno della rivoluzione, dell'evoluzione tecnologica prima che intellettiva. La forza dello spirito umano piega la natura e il duro insensibile metallo alla sua volontà, sostenuta dalla forza della passione, dall'aderenza irremovibile all'Ideale. Siamo padroni della forza, siamo i padroni della terra, ma non glorifichiamo un uomo, mera carne: glorifichiamo la forza dell'uomo.

Onoro il braccio che muove il telaio,
Onoro la forza che muove l'acciaio

Anni Novanta. E' passato del tempo, è trascorsa l'acqua sotto i ponti, le poltrone hanno cambiato proprietario, i nostri solidi sogni si sono squagliati nel magma ribollente delle correnti della Storia. E un giorno, in una campagna della Mongolia, un Uomo meditabondo ...
Possiamo immaginarci un uomo che, dopo essersi illuso di aver trovato la realizzazione in una forma, in un'ideale, intuisca in un qualche modo di aver sbagliato qualcosa. Che quanto egli e una intera generazione apprezzava entusiasta, e per la quale - ognuno a suo modo - aveva combattuto e vissuto, si rivelava essere qualcosa di diverso, dalle conseguenze forse impreviste, forse non considerate, certamente sconcertanti. Che sia cambiato il mondo o solo la sua visione di esso, non importa.

Tu, uomo, rendevi onore una volta agli epigoni di chi rappresentava il Sogno Tecnologico Bolscevico / Atea Mistica Meccanica
Ma adesso pensi: Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione / Ridotta imbelle sterile igienica , una Terra che è solo Una Unità di Produzione. E' finito un sogno, è cambiato il mondo, o forse siamo cambiati noi.


Dai CCCP ai C.S.I. , dalla SSSR alla CSI: il tramonto di un sogno di mistica meccanica che lascia spazio allo sconcerto per chi vede solo una terra senz'anima e una sterile freddezza. La Terra: quella del lavoratore, quella della industria agricola, quella dei Grandi Piani. Lavoro e Lavoratore un tempo glorificati, e che ora han lasciato spazio solo alla Terra meccanizzata, snaturata. Questa terra meccanizzata, sterile ed esausta; una vera Tabula Rasa Elettrificata.



giovedì 30 settembre 2010

Articoli in lettura

Qualcuno Era Berlusconiano
http://www.ilfoglio.it/soloqui/5827

Nonostante sia pubblicato sul sito di una fazione a me parecchio indigesta, devo ammettere che questo articolo è interessante.

Intervento di Ferretti alla manifestazione Antiaborto di G.Ferrara
http://www.ilfoglio.it/soloqui/31

Questo, lo lascio alla lettura. Commentarlo è troppo anche per me

sabato 25 settembre 2010

Ermeteuse 4

Due giorni dopo, mentre sedeva sul tetto dell'ostello con il suo nuovo fratellastro, il ragazzo ancora senza nome aveva fissato le stelle. Il suo sguardo si era spostato lungo l'Equatore celeste, fino alla Cintura di Orione. Ignorate le tre brillanti stelle che nei secoli avevano rapito lo sguardo di interi popoli prima di lui, era risalito lungo l'occidente, e all'opposto di Rigel aveva visto una potente luce azzurra. L'aveva già vista, l'aveva già sognata... in un passato lontano.

Il nome di un antico personaggio leggendario, che racchiudeva in sé secoli di passati filosofi e divinità e riflessioni metafisiche, gli era balenato nella mente: e quella stella, così bella...

"Ermeteuse" disse. "Potete chiamarmi così". Mentre diceva queste parole, non aveva mai staccato gli occhi del corpo da quella brillante stella azzurra, mentre gli occhi della mente viaggiavano lungo secoli di cultura umana. Anche quando il suo ora fratellastro gli chiese di ripetersi, Ermeteuse era come se fosse altrove.

In ogni caso, difficilmente un albergatore poteva sapere qualcosa di ermetismo e neoplatonismo rinascimentale: e Ermeteuse non ebbe mai la voglia di spiegare il motivo di quello che era solo un capriccio, benché fosse ora l'identità che offriva al mondo esterno.

domenica 19 settembre 2010

Cantilena Decadente

Se diventassi Lindo Ferretti e cantassi Fall On Me senza saperne il testo


Non contento del tuo tormento
Mai pago mentre deflagro
Mentre canto i miei dolori
Tu spegni negli spiriti
I tuoi bollori

Non passerà un altro giorno
Non passerà prima che tu possa
Dire, cantare, sognare, parlare
Urlare al cielo
Render conto a Dio

Un Dio che ignora le tue pretese
Un Dio che ticchetta, cuor di silicio... e anima
Di carne chi l'ha creato?
Un altro Dio di silicio cucinato

Ti trascini per il mondo
Ne cerchi il cuore, ma non sai
Che in fondo
Non c'è niente da dire o cercare
Se l'incontro
Non avverrà mai

Ti appelli al tuo Dio di cemento
Ti appelli al tuo Dio di silicio
Ti appelli al Dio degli uomini, dì, che sai
Che mai, saprai

Non puoi dire di saperne di più
Di chi già sputò sangue laggiù
Mentre ora ondeggi cogitabondo
Sui malanni di popoli lontani
Che soffrono lungo il mondo
Ma che ne sanno i Siciliani

Che spaccarono terra per te
Che lasciarono un mondo per te
Non lo sapevano, mai lo sapranno
Che quella terra era anche per te

E anche la terra che calpesterai
Ti sei mai chiesto a chi la lascerai?